Un commento all’incontro con John Martin

8 e 9 giugno 2019
 Perchè “Trascendere, trasformare e condividere”

Il cammino verso l’Unità

 

J.Martin Kuvarapu, monaco camaldolese e swami col nome di Sahajananda è stato allievo diretto di Bede Griffiths, con cui ha convissuto nove anni presso l’ashram di Shantivanam  nel Tamil Nadu nel sud dell’India.

B.Griffiths aveva passato metà della sua vita in Inghilterra e metà in India in una continua ricerca, descritta nel libro” Il Filo d’oro”,  portando avanti  la possibilità reale  del connubio tra spiritualità occidentale e orientale (vedi “Matrimonio tra Oriente e Occidente”),  giungendo infine ad un confronto sinergico tra Spiritualità e Scienza (espressa nel libro “Una nuova visione della realtà”).

 

Brother Martin continua il suo percorso di ricerca dal punto di vista cristiano, in India, elaborando una sintesi tra la saggezza Veda e il profetismo biblico, fino ad arrivare a Gesù. Il suo messaggio tende a trascendere le religioni storiche per portare a una fede in cui il Regno di Dio si realizza e vive nell’attimo del Presente, di un eterno presente in cui passato e futuro collassano nell’attimo Eternità.

La tradizione e le saggezze antiche diventano un veicolo dell’Eternità che trasforma il Presente come il lievito trasforma la farina. In questo modo l’azione di ciascuno è portata oltre i confini della morale.

 

Il Cammino verso l’Unità si può rappresentare con l’immagine di un albero rovesciato, che cresce e si trasforma lungo la linea orizzontale del tempo ma anche lungo la linea verticale del Trascendente. Le foglie (consapevolezza individuale) diventano rami (consapevolezza collettiva) e poi diventano tronco (consapevolezza universale), fino a diventare infine radici, cioè l’Unità.
L’uomo dunque, immagine e somiglianza del divino, può trasformare il proprio EGO e i propri “desideri” autocentrati in una individuazione sempre più estesa in cui dal singolo si diviene parte del Tutto: dal singolo individuo alla famiglia, al gruppo, alla comunità, alla religione, quindi all’universalità di popoli razze e culture, fino ad identificarsi con tutto il Cosmo creato, la Natura e l’Universo per essere infine tutt’uno con Dio stesso. In un processo che, trascendendo i conflitti, diviene dispiegamento espansivo.

E’ una visione pacificante e serena in cui si celebra la libertà dal passato e dal futuro, dal rimorso e dalla paura, dai maestri e dai discepoli per divenire noi stessi prima esploratori di terre sconosciute e quindi scopritori di verità.

Abbracciare questa intuizione significa riuscire a essere noi stessi la Via, la Verità e la Vita e la nostra esistenza è solo il cammino per ricongiungerci a un eterno che opera già in noi stessi qui e ora.

È una visione in cui l’Avaita Vedanta e la Mistica occidentale, il Neoplatonismo e Spinoza, M.Eckart e Shankara, Oriente e Occidente trovano un loro compimento e superamento.

Questo è trascendere, trasformare e condividere.

sintesi a cura della redazione

Casa dell’Ecologia Umana
Fano, via Roncosambaccio n. 149/a (PU)

Per iscrizioni e informazioni:
334 7009556 Marina
email: corsi@ecologia-umana.it

Prenotazione obbligatoria per partecipare all’evento.

Ingresso ad offerta libera, anche per le cene.

 

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