Meditazione #6: Custodire ciò che ci costudisce

di Norbert Lantschner

meditazione di Mario Baldoni e Marina Mazzanti

 

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ascolta la meditazione#6
(17′)

 

 

 

Immaginiamo che una delegazione di abitanti di una lontana galassia ci faccia visita. Nella sala plenaria delle Nazioni Unite il loro portavoce ci chiede di presentare il pianeta Terra e il nostro curriculum, quello della specie Homo Sapiens Sapiens.

Cosa diremo? Che la Terra esiste da 4,6 miliardi di anni e che, se trasformassimo i 4,6 miliardi in 46 anni, l’uomo sarebbe qui da solo 4 ore. Solo un minuto fa sarebbe cominciata la rivoluzione industriale e da un istante sarebbe partita la grande accelerazione.

I visitatori estranei si guardano, scuotano le teste con volti che esprimono indignazione e pietà. “Ci volete dire” – afferma il più piccolo della delegazione- – “che voi esseri umani avete scatenato una crisi climatica, distrutto la metà delle foreste e siete impegnati nel velocizzare la più gigante estinzione di massa nella storia del pianeta in soli 150 anni? Senza dimenticare che avete anche una diseguaglianza discriminante tra gli abitanti della Terra e su tutti i continenti viene violata la vostra “Dichiarazione Universale dei diritti umani”? Registriamo inoltre una società polarizzata, impregnata di odio, senza menzionare i vari conflitti militari. Scusate, ma perché vi chiamate Homo Sapiens Sapiens?”

Potremo rispondere che la nostra suprema intelligenza ci ha portato a straordinarie scoperte e invenzioni che abbiamo trasformato, con diligenza, in ricchezza e benessere. Potremo aggiungere che siamo diventati la specie dominante sulla Terra e per questo ci troviamo nell’era dell’Antropocene.

Nuovamente riprende la parola il portavoce della delegazione. “Non ci è sfuggito che vivete in enormi torri di acciaio, vetro e cemento. Per la prima volta nella storia del pianeta il peso dei materiali prodotti dall’uomo – cemento, asfalto, plastica e vari oggetti – ha superato nel 2020 il peso dell’intera massa dei viventi. Avete trasformato la notte in giorno e l’illuminazione dell’urbanizzazione è visibile nell’orbita. Abbiamo appreso le realizzazioni di megalopoli e delle città di grattacieli in mezzo ai deserti. Vi siete creato un mondo artificiale perché considerate la natura un avversario. Accecati dai vostri splendori vi è sfuggito che distruggete una folle quantità di vita”.

Per la prima volta prende la parola LA Comandante del loro equipaggio. Con tono determinato ma dolce afferma: “Entrando nel vostro sistema solare siamo stati attratti dalla bellezza del vostro pianeta, affascinati dai suoi spettacolari colori che colpiscono nell’oscurità dell’universo. Mi riferisco ai tre colori dominanti che illuminano il vostro piccolo pianeta – il blu, il bianco e il verde. Il blu degli oceani, il bianco delle nuvole e il verde delle vegetazione.

Con i nostri strumenti abbiamo subito scannerizzato lo stato dei vostri sistemi e ammetto che ci preoccupiamo molto per il vostro futuro. Ecco un breve estratto delle nostre analisi:

Ogni giorno – significa ieri, oggi e domani – voi eliminate 180 specie animali e vegetali, giornalmente scaricate 150 milioni di tonnellate di gas serra nell’atmosfera, aumentate i deserti di 80.000 ettari, perdete 50.000 tonnellate di terreno fertile e abbattete 15 milioni di alberi contando solo quelli delle foreste primarie.
Giorno dopo giorno la popolazione cresce di circa un quarto di milione.
E giornalmente muoiono 20.000 persone di fame di cui 10.000 sono bambini.

Vorrei aggiungere che il peso dei vostri manufatti prodotti non ha solo superato quello di tutti gli esseri viventi sulla Terra ma allarmante troviamo anche il fatto che la plastica con i suoi otto miliardi di tonnellate pesa il doppio degli animali. Credeteci, siete in serio pericolo, non il pianeta ma voi esseri umani.

Lascio adesso la parola al nostro Primus che meglio di me vi può spiegare di essere cauti e di non vantarvi di essere in cima alla piramide tra gli esseri viventi, come intelligenza, ricordandovi che intelligente è soprattutto chi risolve i problemi.

Prego.

 

“Non voglio annoiarvi – inizia Primus – con contenuti scientifici, ma con parole semplici mi preme ricordare  che circa 500 milioni di anni fa la vita sulla Terra proseguì la sua evoluzione  attraverso una prima via quella delle piante, che prendevano l’energia direttamente dal sole; l’altra via fu quella della grande famiglia degli animali – a cui appartenete anche voi Sapiens-che si rifornisce con l’energia che le piante raccolgono dal sole, tramite quella che voi chiamate fotosintesi clorofilliana. Adesso capite subito che l’uomo dipende dalla vegetazione. Le piante possono vivere senza voi uomini, ma voi non senza di loro.

Ritornando all’intelligenza, le piante come peso rappresentano oggi l’85 per cento della vita sulla Terra; tutti gli animali compreso gli esseri umani invece, arrivano al 0,3 per cento. Il resto sono microorganismi e funghi.

Gli alberi in quest’ottica, vedete, sono molto più intelligenti. Loro sono presenti già da centinaia di milioni di anni sulla Terra e risolvono i loro problemi di sopravvivenza, senza doversi spostare. Formano delle comunità e interagiscono con la rete della vita di cui fanno parte. Voi uomini invece siete gli ultimi nella catena dell’evoluzione, siete, in confronto con le piante, molto più fragili e praticate stili di vita che sono distruttivi non solo verso il resto della rete ma addirittura contro voi stessi!

Infatti ignorate o distruggete ciò che vi permette di respirare e di vivere. Ormai sono rimasti solo la metà degli alberi che c’erano all’inizio dell’ era dell’agricoltura. Loro non vi forniscono solo ossigeno, purificano l’aria e sono un motore del ciclo dell’acqua ma assorbono anche la CO2 che voi in modo irresponsabile scaricate nell’aria. La vostra miopia è veramente incredibile.
Venerate un dio invisibile e distruggete la natura senza pensare un attimo che forse quella natura potrebbe essere il dio che cercate.
Sappiamo che siete fieri dei vostri illustri personaggi come Dante,Mozart, Picasso per citare solo alcuni.
Conosciamo i vostri sviluppi nel campo della scienza e le sue applicazioni nella tecnologia.

Ma diteci: questi capolavori a che servono se vi estinguerete? I nostri dati a disposizione non lasciano dubbi: state portando il pianeta in uno stato di surriscaldamento, nell’arco di pochi decenni la vostra civiltà collasserà.

Con la nostra presenza non vogliamo fare i maestri o insegnarvi come riordinare e rifare il mondo.

 La nostra breve visita vuole essere piuttosto un avviso, che dovete curare la vostra casa. Apritevi alla bellezza e ai doni della Terra. Un vostro illuminato ha sintetizzato la formula che dovete inseguire «Io sono Vita che vuole vivere in mezzo a Vita che vuole vivere. Bisogna rispettare la Vita”(*). Il fascino della vita sprigiona la forza più potente dell’universo. Voi uomini lo chiamate amore, per noi è battito e luce universale di cui tutti anche nel più sperduto angolo di una galassia siamo figli.

Fermatevi ogni tanto. Prendete in mano la foglia di un albero, aprite la vostra anima al sole. Sentirete che siete vita in mezzo alla delicata rete della Vita. Insegnate ai vostri figli ad annusare la terra, ad assaporare la pioggia, a toccare il vento e ascoltare l’alba.

Il nostro augurio e auspicio: prendetevi cura di ciò che vi dà Vita.

Impegnatevi a custodire ciò che vi custodisce.

 

(*) di Albert Schweitzer

 

 

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