La mia esperienza

di Claudia Romagnoli

Scrivo volentieri un mio commento all’articolo di Giuseppe Mezzino.

Mi ha fatto molto piacere ricevere la newsletter con l’articolo “alla ricerca di un dialogo sulla pandemia” e ringrazio vivamente Giuseppe per il suo scritto, per il coraggio nell’affrontare questa tematica e per i tanti spunti interessanti.

Da vari mesi sentivo in me il desiderio di un confronto con persone che avessero una visione più ampia rispetto a tutto quanto si sente attraverso i media… ma mai, per la mia natura introversa e timorosa, ho manifestato questa esigenza.

Ho partecipato con molto interesse agli incontri organizzati col Dott. Manfuso, che ci hanno presentato una visione alternativa di approccio e di difesa da virus e dalla pandemia.

Questo virus mi (ci) ha toccato ed aggredito molto da vicino durante l’autunno, portandoci ad una gravità tale da esserci trovati, per alcuni giorni, tra la vita e la morte: il mio compagno, già con pregresse precarietà a livello fisico, è stato ricoverato per tre settimane  in isolamento, ed io per un mese, positiva ma asintomatica, ho vissuto sospesa tra la ragione/razionalità dei medici che mi continuavano a dire che la situazione era molto grave e preoccupante e la fede/speranza che mi dicevano che ce l’avremmo fatta a superare questo terribile momento.

Sono stati giorni molto difficili ma anche molto ricchi per la vicinanza e il sostegno di tantissime persone (amici, colleghi, parenti e vicini di casa che prima salutavo a malapena con un buongiorno e buonasera).

Ne sono/siamo usciti molto grati perché abbiamo avuto la fortuna di aver incontrato personale medico che ha fatto di tutto e di più per aiutare il mio compagno a venirne fuori, ma al contempo io ne sono uscita traumatizzata e spaventata.

Nonostante ciò, pur avendone avuto la possibilità (lavorando io in ambito scolastico) ho, (almeno per ora), fatto la scelta di non vaccinarmi. Una scelta difficile e controcorrente, in cui mi sono sentita una mosca bianca, contro tante persone/colleghe che non vedevano l’ora di potersi vaccinare e hanno quasi fatto a gara nel prendere l’appuntamento…. e nel sostenere che è un dovere vaccinarsi per l’incolumità di tutti.

Sono consapevole che in questa fase sia molto importante confrontarsi e porsi in un atteggiamento di ricerca e riflessione senza ascoltare solo i media ed il loro condizionamento unilaterale, ma sviluppare un mio punto di vista.

Per questo, se ce ne fosse la possibilità, mi piacerebbe confrontarmi con altre persone sugli spunti forniti da Giuseppe nel suo articolo e non solo su quelli.

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