LA SACRA SOGLIA

di Alessio Tugnoli

La vita, in questo periodo ricco di conflitti, a mio parere, non può prescindere dal desiderio e dal bisogno di  rafforzare – praticando quotidianamente – la connessione consapevole con quella radice comune a noi tutti, che è la dimensione Spirituale. Pur non sottraendo la mia partecipazione ad una attualità sempre più caleidoscopica, intimamente sento il bisogno (ormai insopprimibile) di collocarmi anche (con più assiduità e più profondamente) in una “soglia” sacra a contatto, e a margine, della dualità oppositiva ormai tangibile ovunque, sotto varie forme, dentro e fuori noi stessi. Una “soglia” di sacralità incarnata. Una soglia che funge da postura esistenziale forse affine – a ciò che il Dott. Gori spiegava in lezioni passate – al concetto di Neutro: una attitudine esistenziale che permette di interagire in modo efficace e maturo con il dualismo Yang-Yin (bene-male, piacere-dolore, felicità-sofferenza, prima-dopo, vicino-lontano, soggetto-oggetto …), nella misura in cui si è consapevolmente connessi anche con quella dimensione Spirituale (non-duale, priva dei connotati di ‘tempo’ e ‘spazio’, e forse affine a ciò che per alcuni è il Cielo Anteriore) dalla quale, e nella quale, l’essere umano inspira vita, quindi in-formazione originaria. Una in-formazione che è, per l’appunto, originaria: ossia di natura ben diversa rispetto alla “sostanza esistenziale” che sforna giornalmente ‘notizie’ di qualsivoglia fazione, …in seno ad una asfissiante proliferazione di medium e ad una parallela incapacità comunicativa di fondo.

Una “soglia” di sacralità incarnata, una postura esistenziale che permette di vedere lo Yin e lo Yang secondo la loro dinamica complementarità, e non solo attraverso il filtro dell’opposizione.

 

Questo odierno e planetario teatrino dei paradossi mi sembra abbia portato al parossismo l’incapacità di ricollocare se stessi entro questa soglia di sacralità incarnata – fatta di preghiera/meditazione/autoascolto/agire ispirato/… – per tramite della quale ci è possibile stare sia a contatto (compartecipi) dell’inevitabile dualismo della vita, sia a contatto (in-formati, respiranti e respirati) della Sacralità, del Mistero, dell’Abbondanza-cogenitamente-irrappresentabile che ci origina.

…Ecco, sento il bisogno – io per primo – di riabitare profondamente e quotidianamente questa soglia, questo ‘portale’ di sacralità incarnata, per tramite del quale respirare quotidianamente l’Essenziale (la mia missione in questa vita) e agirlo concretamente, passionalmente, in viva relazione con l’attuale situazione generale, connotata di valori, a mio avviso, disumanizzanti/disumanizzati. Auspico la possibilità di incontrare persone in dialogo, in ricerca, con la convinzione comune che, per ri-fondare nuove “comunità” sia urgente risentire, riabitare ed incarnare la consapevolezza che tutti noi, e tutto attorno a noi, siamo irrorati da una risorgiva comune.

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