La vita a sorsi

di Daniela Pavoletti

Ho tanta sete. Se bevo voracemente l’acqua potrebbe andarmi di traverso e io la ributterei fuori tossendo; berrei ancora, perché l’acqua è vita, ma cercherei di farlo piano, sentirei la freschezza tra un respiro e l’altro e lascerei la vita scendere lentamente dentro di me, a sorsi.

“Mia madre è morta nel momento in cui nascevo, e così per tutta la mia vita non c’è mai stato nulla fra me e l’eternità; alle mie spalle soffiava sempre un vento nero e desolato” (da AUTOBIOGRAFIA DI MIA MADRE di Jamaica Kincaid).

Il libro di Jamaica Kincaid è per quelli che credono che la loro forza non sia una questione di potere ma di dolore; racconta la storia di una donna che nasce ed immediatamente perde ciò che la separava, e l’avrebbe separata per sempre, dal vento nero e desolato del non essere, dello sconosciuto, del nulla. Questo la porta a vivere tutta la vita all’insegna del dolore, ad analizzarlo con cura scientifica, a lottare con l’amore, a dire di sé che non le è “mai stato permesso di essere”.

Mi ha colpito molto questo modo di dire MADRE, ha fatto vibrare una corda profonda ancorata al momento in cui ho smesso di essere figlia. Ho sentito che mi era venuta meno una seconda pelle, mi sentivo esposta alla vita in tutte le sue forme, senza protezione, senza alcuna roccia a cui aggrapparmi, senza qualcuno che mi offrisse una sponda per scegliere.

Il “venire al mondo” implica l’idea di un viaggio e il corpo di una donna è la soglia per varcare il confine fra due condizioni dell’essere; il punto di partenza non ci è dato conoscerlo e nemmeno la meta finale, possiamo solo vivere il nostro viaggio nella vita giorno dopo giorno, anelando ad un bene più grande, amando e lasciando che le cose siano, nella gioia e nel dolore.

Credo che tutti possano essere madri, anche le donne che non partoriscono, anche gli uomini; varcare la soglia dei due mondi è un momento topico ma rappresenta solo l’inizio del viaggio, è l’esserci da lì in poi che consente a ciascun individuo di trovare risposta ai suoi bisogni: essere amato, essere riconosciuto, essere accudito.

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