Meditazione #1: L’autunno, l’impermanenza della bellezza e la bellezza dell’impermanenza

di Debora Grazia

Eccolo, è arrivato da un po’.  Da qualche settimana i suoi segni sono ovunque. Anche all’osservatore più distratto non può essere sfuggito che tutto attorno a lui l’ambiente è cambiato. Anche nelle città più coperte da costruzioni e cemento qualche albero, qualche giardino, qualche rampicante tenace ci segnala con i suoi colori che siamo in autunno. E il tempo della luce del sole è sempre meno e i cieli plumbei  sempre più frequenti.

E’ tempo di nebbia. La nebbia certe sere cala silenziosa e fredda e umida e ti viene voglia di chiuderti dentro casa, magari accendendo un caldo fuoco rassicurante. Ma in altri momenti è come se ti invitasse ad attraversarla, a respirarla, a scoprire magici paesaggi e magici luoghi proprio lì nascosti nel parco o nella campagna dietro casa; ti prende un desiderio di scoperta, e se ascolti il suo richiamo ti trovi a vagare in luoghi che non riconosci più ed è lì che puoi  incontrare una dimensione dell’esistente che gli occhi di solito non vedono,che la luce del sole non basta a rivelare.

Quando poi il sole decide di riscaldare il primo pomeriggio con i suoi raggi, lo spettacolo della natura che ingiallisce ti cattura gli occhi, la mente, il cuore e tutto il tuo sentire, tanta è la bellezza. E nel rapimento, nell’estasi di tanti colori, che non sapresti mai descrivere a parole, ti rendi conto che lo spettacolo di cui sei il fortunato testimone, tra pochi giorni non ci sarà più e realizzi che la bellezza è impermanente. Niente in natura vive per sempre nella forma e nell’immagine che ci si para davanti. Il desiderio di trattenere la bellezza è un’illusione. Eppure lo sappiamo, sappiamo che se lasciamo andare la volontà di trattenere la bellezza lei si manifesterà di nuovo dopo un lungo processo che conosciamo come inverno. L’inverno è il momento in cui, nell’apparente immobilità, nel silenzio e nel freddo la terra culla i suoi semi, la terra riposa e permette il riposo a chi è in contatto con lei.

La natura segue i suoi cicli. E noi uomini? Ne siamo ancora capaci? Siamo ancora in grado di fermarci, possiamo ancora ritirarci dentro noi stessi per accettare che la bellezza,  che tutto quello che di meraviglioso abbiamo creato o abbiamo accolto, che la realtà attorno a noi possa cambiare? Siamo ancora capaci di accettare che ciò che amiamo scompaia, restando nella fede che riapparirà in un’altra forma ma ancora più bello a primavera? E siamo capaci di affidare al buio, al silenzio, alla contemplazione i nostri sogni, i nostri ideali, il nostro amore, nella fede di vederli fiorire?

Il mio sentire è che possiamo vivere questo tempo di pausa dalle relazioni per ascoltarci e per connetterci sempre di più alla natura, cullare le nostre idee e le nostre visioni di come vorremmo veder cambiare il mondo in cui viviamo. Possiamo dare spazio con coraggio, alla nostra creatività  e capire come tenerci uniti e ispirare e lasciarci ispirare da tutte le altre persone che sono già o saranno presto in cammino. Tenere in mano il filo che ci unisce ci consentirà di non perderci  in questo momento in cui le certezze di sempre paiono svanire come i meravigliosi colori dell’autunno.

 

 ascolta la meditazione completa (Podcast audio – durata: 15 ‘)

 

 

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