Quel filo sottile che ci collega

di Mario e Marina

Daniela Lorizzo, prima banking trainer in Italia, si definisce consulente di economia consapevole. Nel suo libretto “Come gestire al meglio il proprio conto corrente”, che ci ha regalato quando ci siamo conosciuti, ci hanno colpito profondamente due aspetti che meglio ci fanno intuire lo stimolo profondo con cui negli anni novanta Daniela fece la sua scelta, e che meglio spiegano lo spirito che sta dietro ad un impianto di tipo rigorosamente tecnico.

Nella prima pagina campeggia un sottotitolo quanto mai accattivante per chi nutre una certa sensibilità “abbondanza non è ciò che luccica ma ciò che fa luce” e ci dice subito quale può essere lo sguardo con cui ci approcciamo al mondo dell’economia che è in realtà relazione, scambio, comportamento, valore dato, tempo…. Il punto forse è proprio questo: riappropriarci e ri-dare valore all’economia stessa “Per questo è necessaria un’ecologia economica capace di indurre a considerare la realtà in maniera più ampia […] allo stesso tempo diventa attuale la necessità impellente dell’umanesimo che fa appello ai diversi saperi , anche quello economico, per una visione più integrale e integrante.”(L.S. §141).

In questi anni di Ecologia Umana abbiamo avuto l’occasione di conoscere Norbert Lantschner, portandolo alla casa per tenere seminari e incontri. Norbert è una persona che progressivamente ha orientato la sua vita, i suoi studi, le sue competenze partendo dall’edilizia sostenibile legata alla salvaguardia dell’ambiente, passando ad un uso consapevole dell’energia e arrivando infine a promuovere la dimensione della responsabilità individuale che passa attraverso la conoscenza, verso un reale cambiamento nella percezione della realtà.
Norbert Lantschner conclude il suo libro “Smile Energy”, così come tutte le sue conferenze pubbliche, con una celebre favola, quella del Colibrì che, mentre nella foresta divampa il fuoco e tutti gli animali fuggono, decide di andare in controtendenza portando una goccia d’acqua alla volta con il suo piccolo becco, dando quindi “gandhianamente” valore all’intenzione e al coraggio al di là del risultato.

Nell’ultima pagina del piccolo opuscolo di Daniela ritroviamo proprio quella stessa favola, come se un filo sottile accompagnasse i nostri incontri, come se le persone che qui portano il loro contributo di oratore, di partecipazione attiva o di ascolto, siano guidate da un sogno.

La favola termina con le parole del colibrì: “Non credo di poter sfidare da solo le colonne di fuoco che devastano la foresta però una cosa te la posso dire: se ognuno fa la sua piccola parte per salvare la nostra casa, allora l’incendio sarà spento”.

E Daniela conclude: qualcuno deve iniziare, e io inizio da qui.

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